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Fed, mercati in attesa: dollaro forte e Bitcoin giù

Saverio Berlinzani
September 16, 2026

FED ALLA DECISIONE SUI TASSI


Wall Street ha chiuso la seduta di martedì 15 settembre 2026 in territorio negativo, frenata dal forte rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato e dall'attesa per l'imminente decisione della Federal Reserve sui tassi d'interesse.


L'azionario ha risentito pesantemente dell'impennata del rendimento del Treasury decennale statunitense, che ha superato la soglia psicologica del 5%. I mercati si sono mossi con cautela e nervosismo alla vigilia della conclusione della riunione della Fed prevista per oggi, con gli analisti ormai certi di un rialzo dei tassi d'interesse.


Le prospettive di tassi elevati per un periodo prolungato continuano a mettere sotto pressione soprattutto i titoli tecnologici legati all'Intelligenza Artificiale, ma non solo. Con tassi più alti, infatti, le aziende devono finanziarsi a costi maggiori.


Il petrolio resta forte, così come i rendimenti dei titoli di Stato, alimentando ulteriori speculazioni su possibili successivi rialzi del costo del denaro.


VALUTE


Mercoledì l'indice del dollaro è salito a circa 99,7, avvicinandosi al livello più alto dell'ultimo mese, in attesa della decisione della Fed.


I mercati attualmente prezzano una probabilità di circa il 92% di un aumento dei tassi di 25 punti base, poiché i responsabili della politica monetaria cercano di contenere le pressioni inflazionistiche. Gli operatori attendono inoltre segnali su un potenziale ulteriore rialzo entro la fine dell'anno, con aspettative crescenti per un intervento a ottobre o dicembre.


L'EurUsd, nel frattempo, è sceso nell'area di 1,1520-1,1530 senza però riuscire a sfondare tale livello, mentre l'UsdJpy è tornato sopra quota 155,30.


È possibile che questa sera si verifichi il fenomeno noto come buy on rumors, sell on news con riferimento al biglietto verde: il dollaro potrebbe continuare a essere acquistato fino alla decisione sui tassi e successivamente subire una correzione ribassista dovuta a prese di beneficio.


Nel frattempo, alcuni analisti hanno avvertito che il dollaro potrebbe indebolirsi bruscamente qualora la Fed non segnalasse ulteriori aumenti dei tassi o decidesse di lasciarli invariati.


La valuta statunitense è salita insieme ai rendimenti dei Treasury, in un contesto caratterizzato dall'aumento dei costi energetici, dall'intensificazione dei rischi inflazionistici e dalle crescenti preoccupazioni fiscali.


PETROLIO


Il prezzo del petrolio greggio WTI, intanto, ha corretto tornando in area 100 dollari al barile, dopo aver registrato massimi superiori a quota 103.


La ragione è legata all'aumento, a sorpresa, delle scorte di greggio statunitensi, nonostante le crescenti interruzioni delle forniture in Medio Oriente.


I dati dell'API hanno mostrato che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 7,14 milioni di barili la scorsa settimana, dopo un calo di 300.000 barili nella settimana precedente, smentendo le aspettative di un ulteriore ribasso.


Nel frattempo, il carico di petrolio nel porto saudita di Yanbu è rimasto sospeso a seguito della chiusura del cruciale oleodotto East-West.


I militanti Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno inoltre rinnovato gli attacchi contro l'Arabia Saudita nel corso della settimana. In Libia, la compagnia petrolifera nazionale ha sospeso le operazioni in due giacimenti e in una stazione di pompaggio a causa delle continue proteste.


Nonostante tali interruzioni, la produzione petrolifera complessiva della Libia è rimasta sostanzialmente stabile, attestandosi intorno a 1,4 milioni di barili al giorno.


BITCOIN IN CALO


Nella seduta di ieri il Bitcoin è stato scambiato a 75.863 dollari.


Nelle ultime quattro settimane la criptovaluta ha guadagnato il 17,62%, mentre negli ultimi dodici mesi il suo prezzo è diminuito del 34,85%.


Tra le ragioni principali figurano le reazioni degli investitori al mancato via libera del Senato statunitense a un importante disegno di legge sulla regolamentazione delle criptovalute.


Il Clarity Act non ha superato il voto procedurale, fermandosi a 49 voti favorevoli e 50 contrari, senza raggiungere la soglia dei 60 voti necessaria per l'approvazione.


La normativa avrebbe trasferito la supervisione principale degli asset digitali alla Commodity Futures Trading Commission.


Secondo gli analisti, questa battuta d'arresto accresce l'incertezza sul quadro normativo del settore delle criptovalute, con possibili ripercussioni sugli investimenti aziendali, sulla localizzazione delle società del comparto e sulla partecipazione istituzionale negli Stati Uniti.


Il Bitcoin ha inoltre risentito di un contesto macroeconomico meno favorevole, poiché tassi d'interesse più elevati e una liquidità più contenuta tendono a penalizzare la domanda di asset speculativi.


GOLD


L'oro ha tentato un recupero in seguito alla correzione del biglietto verde, con il prezzo che si è assestato in area 4.300 dollari l'oncia, interrompendo una fase di due sedute consecutive al ribasso.


Il movimento si inserisce in un contesto di correzione del petrolio e di rallentamento della salita dei rendimenti obbligazionari, in vista dell'ultima decisione di politica monetaria della Federal Reserve.


I prezzi del petrolio sono arretrati rispetto ai massimi plurimensili, mentre i rendimenti obbligazionari globali si sono stabilizzati dopo il recente rialzo, con gli investitori in attesa delle indicazioni della banca centrale statunitense.


Dal punto di vista tecnico, le principali resistenze di breve periodo si collocano a 4.350 e 4.390 dollari. I supporti più rilevanti sono invece individuati a 4.270 e 4.250 dollari.


Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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