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Waller rassicura i mercati, yen in forte rialzo

Saverio Berlinzani
September 04, 2026

WALLER PORTA SOLLIEVO

 

Nella seduta di ieri, 3 settembre 2026, la Borsa di New York ha chiuso in positivo, interrompendo la striscia negativa delle precedenti sessioni grazie alle dichiarazioni del governatore della Fed, Christopher Waller, e alla parziale flessione dei rendimenti dei Treasury.

 

Waller si è dichiarato favorevole a mantenere i tassi di interesse invariati nella prossima riunione del FOMC del 15-16 settembre, a condizione che i futuri dati macroeconomici confermino i recenti segnali di rallentamento dell'inflazione. Ha osservato che, nonostante l'inflazione rimanga significativamente superiore all'obiettivo del 2%, con l'indice PCE core a 12 mesi al 3,3%, i trend più recenti mostrano finalmente incoraggianti segnali di disinflazione.

 

Se questa tendenza dovesse proseguire nelle prossime due settimane, Waller sosterrà il mantenimento dei tassi ai livelli attuali.

 

Il Dow Jones ha chiuso a +0,56%, il Nasdaq a +0,45% e l'S&P 500 a +0,46%.

 

Sul fronte geopolitico, tuttavia, restano elevate le tensioni in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran, con particolare attenzione rivolta allo Stretto di Hormuz. In questo contesto, il petrolio continua a mantenersi forte, con il WTI a quota 90 dollari al barile e il Brent a 95 dollari, entrambi in rialzo dell'11% su base settimanale.

 

Oggi sarà inoltre la giornata dei Non Farm Payrolls (NFP), che forniranno ulteriori indicazioni sullo stato del mercato del lavoro statunitense. Le previsioni indicano la creazione di circa 55 mila nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo.

 

JPY IN RIALZO

 

La giornata di ieri è stata caratterizzata dall'estrema forza dello yen, che contro il dollaro ha guadagnato quasi 500 pips in una sola seduta, pari a circa il 3%.

 

Questa notte la valuta giapponese ha corretto leggermente al ribasso, attestandosi intorno a 156,30 contro il dollaro, dopo due sessioni consecutive di rialzo. Si avvia comunque a chiudere la settimana con un guadagno di circa il 2,5%, la migliore performance settimanale da quando Tokyo e Washington hanno effettuato un intervento congiunto a sostegno dello yen alla fine di luglio.

 

Non vi sono conferme che il rally di questa settimana sia stato determinato da un intervento ufficiale, sebbene gli operatori abbiano ipotizzato che le autorità abbiano effettuato un controllo dei tassi di cambio, pratica che generalmente precede un intervento sul mercato.

 

I mercati stanno inoltre valutando la possibilità di rialzi dei tassi più aggressivi da parte della Bank of Japan nel corso dell'anno, in seguito alle dichiarazioni restrittive dei funzionari della banca centrale e alle crescenti pressioni provenienti dagli Stati Uniti per sostenere lo yen attraverso una politica monetaria più restrittiva.

 

Il mercato prevede che la BOJ aumenti i tassi di un quarto di punto questo mese e proceda con un ulteriore rialzo a dicembre.

 

Inoltre, lo yen ha beneficiato della generale debolezza del dollaro dopo che Christopher Waller ha affermato di essere favorevole a mantenere invariati i tassi qualora le pressioni inflazionistiche continuassero ad attenuarsi.

 

ALTRE VALUTE

 

Stabilità sugli altri principali rapporti di cambio, con EUR/USD a ridosso della resistenza di 1,1640 e GBP/USD tornato in area 1,3550.

 

Per il momento i rialzi rimangono contenuti, anche perché la discesa dei cross contro lo yen ha limitato i guadagni delle coppie appena citate. Tuttavia, un ulteriore rafforzamento dello yen accompagnato da una nuova debolezza del dollaro potrebbe favorire la rottura delle attuali resistenze sia per EUR/USD sia per GBP/USD.

 

Le valute oceaniche sono in recupero dopo due giorni di correzione, mentre il franco svizzero torna a rafforzarsi dopo la pubblicazione di dati macroeconomici positivi relativi al PIL, in un contesto caratterizzato da un'inflazione in crescita.

 

USD/CAD è sceso sotto quota 1,3800, avvicinandosi ai primi supporti di medio termine collocati nell'area 1,3740-1,3750.

 

PETROLIO

 

In apertura dei mercati di oggi, venerdì, il Brent si è mantenuto sopra i 95 dollari al barile ed è sulla buona strada per registrare un rialzo superiore all'8% nell'arco della settimana.

 

A sostenere i prezzi sono le rinnovate ostilità in Medio Oriente e la crescente incertezza riguardo al transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

 

Gli Stati Uniti hanno effettuato nuovi attacchi contro l'Iran questa settimana, dopo circa un mese di relativa calma, spingendo Teheran a reagire prendendo di mira le basi americane nella regione e le navi in transito nello stretto.

 

Mercoledì sono transitate nello Stretto di Hormuz sei navi adibite al trasporto di materie prime, contro le undici di martedì e rispetto a una media di quasi tredici negli ultimi dieci giorni.

 

I danni alle raffinerie in Medio Oriente e in Russia, uniti alla limitata capacità produttiva disponibile in altre aree per compensare eventuali interruzioni delle forniture, dovrebbero mantenere elevati i prezzi globali dei carburanti anche nel prossimo anno.

 

Nel frattempo, i prezzi del diesel negli Stati Uniti hanno raggiunto questa settimana i livelli più alti dalla metà del 2022, mentre le scorte europee continuano a rimanere ben al di sotto della media stagionale.

 

GOLD

 

L'oro si è attestato intorno ai 4.500 dollari l'oncia nella giornata di venerdì, dopo due sessioni consecutive di rialzo, sostenuto dalle dichiarazioni accomodanti del governatore della Federal Reserve, Christopher Waller, che hanno spinto i mercati a ridimensionare le aspettative di un rialzo dei tassi a settembre.

 

Gli operatori stimano ora una probabilità di circa il 50% di un aumento dei tassi nel mese di settembre, in calo rispetto a circa il 63% registrato il giorno precedente.

 

Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione del rapporto sull'occupazione di questo pomeriggio e dei dati sull'inflazione della prossima settimana per ottenere ulteriori indicazioni sulle prospettive di politica monetaria della Fed.

 

Il dollaro statunitense e i rendimenti dei Treasury sono scesi bruscamente in seguito alle dichiarazioni di Waller, fornendo ulteriore supporto alle quotazioni dell'oro.

 

Nel frattempo, i prezzi del petrolio si avviano a chiudere la settimana in forte rialzo a causa delle persistenti tensioni in Medio Oriente e della crescente incertezza sulla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, mantenendo alta l'attenzione sui rischi inflazionistici.

 

Dal punto di vista tecnico, il principale supporto è collocato in area 4.400 dollari, mentre la resistenza si trova a quota 4.515 dollari.

Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

 

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