I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. 84% degli investitori al dettaglio perde denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valuta se comprendi il funzionamento dei CFD e se puoi permetterti di correre questo alto rischio di perdere il tuo denaro.
ActivTrades
News & Analisi
Analisi di mercato

Wall Street in rosso tra Fed e crisi iraniana

Saverio Berlinzani
July 30, 2026

ANCORA RIBASSI DELL’AZIONARIO


La borsa di Wall Street ha chiuso in pesante calo nella seduta di ieri, mercoledì 29 luglio 2026.


I mercati americani sono stati affossati dalla decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi di interesse (anche se ci chiediamo dove fosse la novità, visto che avrebbe persino potuto aumentarli) e dal forte riaccendersi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.


Il Dow Jones ha ceduto il 2,18%, mentre l’S&P 500 ha fatto segnare un -1,51%. Anche il Nasdaq ha chiuso in territorio negativo, registrando un calo dell’1,74%.


A farne le spese sono state ancora una volta le società legate ai microprocessori e all’intelligenza artificiale. Sul fronte obbligazionario, invece, si registra un aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, sia sul decennale sia sul trentennale.


FED, TASSI INVARIATI


La Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso sui fondi federali al 3,50%-3,75% per la quinta riunione consecutiva, nel luglio 2026, in linea con le aspettative, nonostante i mercati attribuiscano ancora circa una probabilità su tre a un futuro rialzo dei tassi.


In particolare, tre membri del FOMC hanno espresso dissenso, ritenendo opportuno un aumento di 25 punti base del tasso di riferimento. Questo lascia aperta la possibilità di un rialzo già nella riunione di settembre.


La banca centrale ha osservato che l’attività economica continua a espandersi a un ritmo sostenuto, nonostante l’elevata incertezza dovuta, in parte, al conflitto in Medio Oriente.


La crescita della produttività e gli investimenti in capitale restano robusti. L’aumento dell’occupazione ha tenuto il passo con la crescita della forza lavoro e il tasso di disoccupazione è rimasto pressoché invariato.


L’inflazione continua inoltre a mantenersi al di sopra dell’obiettivo del 2%, anche a causa degli shock dell’offerta che hanno generato aumenti dei prezzi in diversi settori, tra cui quello energetico.


La banca centrale ha infine ribadito il proprio impegno nel garantire la stabilità dei prezzi.


PETROLIO


Nel corso della notte, il Brent ha superato i 91 dollari al barile, estendendo i guadagni della sessione precedente.


Il movimento è stato favorito dalla nuova ondata di attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti contro l’Iran, in risposta agli attacchi subiti dalle forze americane in Medio Oriente. La situazione ha riacceso i timori di possibili interruzioni delle forniture energetiche globali.


Le due parti non sono inoltre riuscite a raggiungere un accordo, poiché Teheran continua a insistere sul mantenimento del controllo dello Stretto di Hormuz.


Il conflitto si è ormai esteso oltre Hormuz, coinvolgendo anche il Mar Rosso, dove i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno minacciato di bloccare l’Arabia Saudita. Questa situazione ha spinto Riad ad affiancare le forze statunitensi negli attacchi contro obiettivi in Iraq collegati a milizie sostenute da Teheran.


Negli Stati Uniti, le scorte commerciali di greggio hanno registrato il maggiore calo dalla metà di giugno, rafforzando i segnali di tensione sul mercato fisico.


Anche le riserve strategiche di petrolio del Paese sono diminuite per la diciottesima settimana consecutiva, raggiungendo il livello più basso dal 1983.


VALUTE


Il dollaro ha registrato una marcata flessione nella sessione di ieri, soprattutto dopo la decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi di interesse.


Il biglietto verde ha perso terreno nei confronti dell’euro, con il cambio EUR/USD che ha raggiunto quota 1,1475 per poi arretrare di una trentina di pips durante la notte.


I livelli tecnici da monitorare si collocano nell’area 1,1485-1,1495. È evidente una fase di accumulazione che, in caso di superamento della zona compresa tra 1,1580 e 1,1590, potrebbe determinare un nuovo cambio di trend a favore della valuta unica europea.


L’USD/JPY continua invece a oscillare tra 163,30 e 164,30, mentre la Bank of Japan resta silenziosa. Un silenzio che sembra riflettere il disagio nel vedere come la speculazione continui a mantenere posizioni lunghe sul cambio, sfidando apertamente la banca centrale.


Il franco svizzero si indebolisce nei confronti dell’euro, mentre le valute oceaniche tentano di recuperare terreno.


L’USD/CAD resta infine in una fase di distribuzione, con un obiettivo tecnico collocato in area 1,3950.


Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

 

 

Qualsiasi materiale fornito non tiene conto dell’obiettivo di investimento specifico e della situazione finanziaria di chiunque possa riceverlo. I risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. AT fornisce un servizio di sola esecuzione. Di conseguenza, chiunque agisca in base alle informazioni fornite lo fa a proprio rischio.

 

Le informazioni qui fornite non costituiscono una ricerca di investimento. I materiali non sono stati preparati in conformità ai requisiti legali volti a promuovere l’indipendenza della ricerca di investimento e in quanto tali devono essere considerati come una comunicazione pubblicitaria. Tutte le informazioni sono state preparate da ActivTrades (altresì “AT”).

 

Le informazioni non contengono una raccolta dei prezzi di AT, né possono essere intese come offerta, consulenza, raccomandazione o sollecitazione ad effettuare transazioni su alcuno strumento finanziario. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o alla completezza di tali informazioni.

ActivTrades x Nikola Tsolov
Nikola Tsolov's car